
La celebrazione alla presenza dei soli frati del Sacro Convento e il suono delle campane della Basilica hanno chiuso ufficialmente il mese di ostensione delle spoglie mortali del Santo.
Con la chiusura del portone della Basilica alle 18.45 del giorno 22 marzo 2026, si è dato avvio alla conclusione della prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di san Francesco, evento straordinario legato all’ottavo centenario della sua morte e inserito nel cammino giubilare francescano. L’ostensione, aperta il 21 febbraio con la riapertura del sarcofago nella cripta alla presenza della comunità francescana e delle autorità ecclesiastiche, ha rappresentato un gesto eminentemente ecclesiale: non un’esposizione di carattere devozionale o estetico, ma la restituzione alla vista di una memoria viva, capace di interrogare la fede e la tradizione. In serata, la celebrazione del rito della reposizione ha segnato ufficialmente la fine del mese di venerazione nella chiesa inferiore della Basilica, al termine di una giornata che aveva visto, alle ore 17.00 nella chiesa superiore, la celebrazione della Santa Messa solenne presieduta dal Cardinale Matteo Maria ZUPPI, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, trasmessa in diretta da Tv2000 (emittente televisiva cattolica italiana) e in streaming su Play2000 (piattaforma digitale). Durante questo mese, oltre 350mila pellegrini, provenienti dall’Italia e da numerosi Paesi del mondo, hanno raggiunto Assisi per sostare in preghiera davanti al corpo del Santo. Alle 21.30, il suono delle campane ha dato inizio al rito, presieduto dall’amministratore apostolico delle diocesi di Assisi - Nocera Umbra - Gualdo Tadino e di Foligno, Monsignor Domenico SORRENTINO, alla presenza dei soli frati del Sacro Convento.
Celebrazione raccolta, commossa, intima e privata, che ha segnato profondamente la comunità dei frati radunati attorno alle spoglie mortali del loro fondatore e padre. La celebrazione, breve e intensa, dopo l’ascolto del Vangelo della parabola del seme (Gv 12) – chiave interpretativa teologico-spirituale di tutto l’evento dell’ostensione – e dell’Ammonizione VI, è proseguita con la processione di tutti i frati presenti, la traslazione delle reliquie in cripta e si è conclusa con la benedizione solenne del presule.
Momento di altissima emozione è stato il canto dell’inno dell’ostensione (Su questo colle, testo di fra Marco MORONI e musica di fra Peter HRDY), eseguito dai frati, insieme a “l’ultimo omaggio” che ciascuno di essi ha rivolto alle spoglie del Santo. Dopo la reposizione della teca in plexiglass all’interno dell’urna in bronzo dorato, è stata inserita anche la documentazione richiesta dalla legislazione canonica; la cassa è stata quindi chiusa a chiave alle 22.30 circa. È seguita l’apposizione dei sigilli dell’urna di metallo, il suo inserimento all’interno del sarcofago in pietra nel pilastro al di sotto dell’altare maggiore e la saldatura dei sigilli della grata di metallo che lo chiude. Il tutto si è concluso intorno alle 23.30.
La comunità dei frati ringrazia ancora una volta tutto il personale della Custodia Generale del Sacro Convento, i volontari, le istituzioni e i sostenitori che hanno permesso, in vario modo, questa grande esperienza condivisa di fraternità, preghiera e solidarietà, resa possibile dall’amore per il Santo di Assisi.
«Desidero altresì – ha dichiarato fra Giulio CESAREO, OFMConv, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – ringraziare in modo particolare l’Officina della Comunicazione, che ha seguito per conto della nostra comunità francescana le riprese dei momenti salienti accaduti in questo mese».
In questi primi giorni della settimana sono in corso i lavori per riportare la chiesa inferiore e la cripta alle condizioni abituali di piena accessibilità per pellegrini e turisti. La piena fruibilità è prevista a partire da giovedì prossimo, 26 marzo.
Sala Stampa Sacro Convento di San Francesco
Ufficio Generale Comunicazioni












