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Domenica 22 marzo 2026 si conclude, nella chiesa inferiore della Basilica, l’ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di San Francesco, avviata il 21 febbraio nel contesto dell’Ottavo Centenario del suo Transito (1226–2026).

 

Nel corso di questo mese, segnato da un intenso clima di preghiera e raccoglimento, centinaia di migliaia di pellegrini — provenienti dall’Italia e da numerosi Paesi del mondo — hanno raggiunto Assisi per sostare davanti al corpo del Santo, in un gesto ecclesiale che ha reso visibile una memoria viva e una fede ancora feconda. L’ostensione si inserisce nel cammino giubilare francescano che, dal 2023 al 2026, accompagna la celebrazione degli ultimi anni della vita del Poverello.
Alle ore 15.30, presso la Sala Stampa del Sacro Convento, si terrà la conferenza stampa conclusiva, occasione per tracciare un bilancio dell’evento attraverso riflessioni e testimonianze di quanti vi hanno partecipato a vario titolo. Interverranno fra Marco MORONI, Custode del Sacro Convento, fra Riccardo GIACON, Economo del Sacro Convento e responsabile della logistica, fra Rafael NORMANDO, Coordinatore della Basilica e dei volontari, e fra Giulio CESAREO, Direttore dell’Ufficio comunicazione. L’incontro sarà moderato dalla giornalista Vania DE LUCA, vaticanista del Tg3 (notiziario della televisione pubblica italiana).
Alle ore 17.00, nella chiesa superiore della Basilica, il Cardinale Matteo Maria ZUPPI, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, presiederà la Santa Messa solenne, che segnerà la conclusione dell’ostensione e sarà trasmessa in diretta su Tv2000 (emittente televisiva cattolica italiana) e in streaming su Play2000 (piattaforma digitale).
«Siamo stati una fraternità riunita attorno a Francesco – ha dichiarato fra Marco MORONI –: una fraternità di trecentocinquantamila persone raccolte qui e di molte altre nel mondo. Una fraternità composta e orante, che ha voluto incontrare, nel segno di povere e fragili ossa, tutta la potenza di una vita animata dallo Spirito, che continua a portare frutto. Grazie a tutti coloro che, in modi diversi, hanno collaborato per pensare, organizzare e gestire un avvenimento che si è realizzato ben oltre la mia immaginazione e le mie aspettative».

 

Redazione

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